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Armi all’Ucraina: qual è la linea del governo italiano?

26 ago
Tempo di lettura: 2 min

Sui giornali di ieri si leggeva che il governo italiano aveva deciso di NON procedere ad ulteriori invii di armi all’Ucraina e che il sostegno a quel paese si sarebbe concretizzato esclusivamente nell’invio di generatori elettrici utili a proteggere le popolazioni ucraine dalle conseguenze degli attacchi russi contro le infrastrutture energetiche.

A distanza di 24 ore, sui giornali di oggi si legge una storia alquanto diversa. Sarebbe in preparazione da parte del governo Meloni un decreto che autorizzerebbe, fra l’altro, l’invio a Kiev entro la fine dell’anno di un certo numero di sistemi militari italiani. I dettagli non sarebbero comunicati al pubblico essendo coperti dal segreto militare, ma dovrebbe trattarsi di sistemi d’armi importanti, come ad esempio le batterie di difesa antimissile.

Questo succedersi di informazioni in contrasto fra loro è piuttosto sconcertante. Resta valida la posizione annunciata ieri circa la sospensione del sostegno militare all’Ucraina, ma vi sarebbe un invio “residuo” di armi sulla base di decisioni prese in passato, ma non ancora eseguite?  Oppure siamo di fronte a una specie di doppio binario? Ufficialmente l’Italia fornisce solo aiuti umanitari, ma in sostanza fa invece quello che fanno altri paesi europei?

Confessiamo di non capire esattamente come stanno le cose. Quello che capiamo è che l’on. Meloni è alle prese con problemi molti grossi in seno alla coalizione, vista la posizione della Lega e non potendo ignorare il generale Vannacci. Vi è poi un evidente tentativo della stessa Meloni di riavvicinarsi a Trump dopo le polemiche delle scorse settimane, manifestato chiaramente nell’intervista rilasciata al New York Times. Insomma, è una situazione complessa.

È troppo chiedere che il governo dica chiaramente qual è la situazione?


26 agosto 2026

 

1 commento


e.martelloni
26 ago

Vero, il governo dovrebbe essere meno levantino. La paura di Vannacci e della lega, mettono Meloni in difficoltà nonostante l'essere andata a Kyiv al contrario di Schlein e del torbido Conte.

Il governo non ha davanti a sé ancora lunga vita. Per questo dovrebbe avere una posizione decisa in favore delll'Ucraina che è la chiave di volta delll'indipendenza e civiltà dell' Europa e dell'Italia.

Ma "il coraggio se uno non ce l'ha, mica se lo può dare"".


PS: Mosca ha sulle sue spalle crimini indicibili almeno dal 1999. Quelli in Ucraina meritano una nuova Norimberga. La comunità europea ogni cittadino dovrebbe comprenderlo.


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