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Next Generation EU: il richiamo del Presidente a "tempestività, concretezza, efficacia"

Il Sole 24 Ore di stamane in un articolo molto importante a firma dei giornalisti Perrone e Trovati informa che, facendo seguito alla riunione del CIAE di mercoledì scorso, il governo ha distribuito ai partecipanti una scheda che indica le modalità con cui debbono essere redatti i progetti da candidare per l'assegnazione dei fondi europei del Next Generation EU. Tali progetti potranno essere progetti di "riforma" o progetti di "investimento". In entrambi i casi, dovranno essere coerenti con il Piano Nazionale di Riforme e con i requisiti che l'Unione europea ha già indicato nel lanciare il Next Generation EU (sostenibilità, transizione verde e digitale, etc.). Le amministrazioni proponenti dovranno altresì spiegare se le loro proposte rafforzano il potenziale di crescita dell'economia italiana e perché.

Le schede dovranno essere restituite entro il prossimo martedì, in modo che entro il 31 agosto il governo possa redigere un "documento" da sottoporre al Parlamento e alle parti sociali in vista della sua revisione finale.

Questa procedura sarà sufficiente a garantire quello che ieri ancora una volta ha chiesto il Presidente della Repubblica, cioè "un programma tempestivo, concreto ed efficace" per fare ripartire l'Italia?

L'ex ministro Padoan sembra nutrire dei dubbi. Scrive infatti sul Foglio che il problema non sono le impostazioni generali dei programmi che, ovviamente, saranno redatti in modo tale da rispettare non solo i parametri europei ma anche le attese di elevati risultati favorevoli per l'economia italiana. Quello che è necessario - dice Padoan - è che i progetti in cui i programmi si concretizzeranno siano davvero efficaci. A tal fine, suggerisce l'introduzione di ulteriori e più stringenti criteri di valutazione, centrati essenzialmente sulla produttività e sulla tempestività di realizzazione di ciascuna proposta. Federico Fubini sul Corriere della Sera pone un analogo problema, suggerendo che i progetti vengano riferiti ai loro effetti sul reddito nazionale del 2021.

L'adozione di questi criteri segnerebbe certamente un altro passo in avanti verso la cernita dei progetti migliori per il rilancio dell'Italia. Ma questi ulteriori criteri, che probabilmente il governo prenderà in considerazione, saranno sufficienti a garantire che l'allocazione dei fondi avvenga davvero in base alla loro redditività economica e sociale, oppure prevarrà il problema dell'equilibrio fra i diversi livelli di governo (amministrazioni centrali, Regioni, altri enti pubblici) e fra i diversi attori politici? Questo specialmente mentre si avvicinano importanti scadenze elettorali che potrebbero avere conseguenze sulla tenuta del governo e della maggioranza.

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