Per Venezia discontinuità è la parola chiave

Il Commento Politico aveva scritto qualche settimana fa che l’annuncio dato a tutto il mondo nel marzo scorso dal ministro della Cultura che con il decreto-legge n. 45 erano state definitivamente escluse le grandi navi da crociera dalla Laguna di Venezia, avrebbe potuto trasformarsi in un danno di immagine per il governo e per l’Italia, perché il decreto era lungi dall’avere questo effetto.

Per evitare questo esito, sarebbe bastato che il governo avesse accettato alcuni emendamenti al decreto che individuavano esattamente il nodo della questione. Il governo ha invece scelto di non modificare il decreto. E il 5 giugno scorso ha fatto il suo ingresso trionfale davanti a San Marco la prima nave da crociera che il decreto n. 45 avrebbe dovuto escludere “definitivamente” dal transito lagunare. Per i giornali nazionali italiani questa notizia e le foto che la accompagnavano non sono state considerate meritevoli di pubblicazione, ma esse hanno fatto il giro del mondo e non hanno contribuito alla buona immagine e al prestigio del nostro Paese.

Si viene ora a sapere che la perdurante presenza delle navi da crociera nella Laguna possa indurre l’Unesco a mettere Venezia nella lista nera delle aree, patrimonio dell’Unesco, minacciate dal pericolo di degrado. Per il prestigio internazionale dell’Italia, sarebbe un colpo grave.

Ma c’è di più. A giorni comincia, proprio a Venezia, una riunione del G 20. Questo impone al governo di fare qualcosa per correggere la falsa partenza del decreto-legge n. 45. Sappiamo per certo che l’esecutivo sta cercando di varare un nuovo intervento, ma ci risulta anche che non c’è ancora accordo sul testo. Ci sono divergenze fra i ministri interessati e ci sono problemi oggettivi dovuti alla complessità della materia.

La buona notizia è che la preparazione del provvedimento non è più affidata al concerto dei singoli ministeri, ma è stata assunta direttamente dalla Presidenza del Consiglio. Evidentemente Draghi si rende conto che il decreto-legge 45 è stato un passo falso cui bisogna porre rimedio rapidamente senza commettere altri errori. Le grandi navi da crociera debbono essere escluse dalla Laguna di Venezia. Ma è evidente che insieme con il divieto deve essere individuata una soluzione alternativa.

Qui sta il nodo del problema, perché ormai quasi tutti si rendono conto che lo spettacolo delle grandi navi che passano a pochi metri da San Marco non può continuare, e tuttavia vi sono una forte corrente di pensiero e corposi interessi che spingono per trovare altri percorsi ed altri approdi dentro la Laguna.

Mentre quindi ci aspettiamo che il divieto di transito davanti a San Marco sarà formulato con nettezza, c’è il rischio che attraverso il tema delle “soluzioni provvisorie” si mantenga aperta o si spinga in avanti il tentativo di preparare il terreno a una soluzione alternativa in Laguna, contraddicendo lo stesso dettato del DL 45. L’idea di immettere le grandi navi nel cosiddetto canale dei petroli e di destinarle ad un approdo a Marghera comporta infatti rischi ambientali non minori di quelli del bacino di San Marco. L’incidente del canale di Suez di qualche mese fa dovrebbe dire a tutti che la presenza di navi di grande stazza in Laguna costituisce un rischio inaccettabile.

La soluzione che vorremmo suggerire al governo è di emettere un divieto di transito nella Laguna di Venezia in quanto ZPS (Zona a Protezione Speciale), definendo così le acque protette secondo le Direttive europee, e di affidare di conseguenza la materia ad un Commissario, chiedendogli di individuare la soluzione praticabile dopo un’analisi attenta della situazione logistica di settore. Questa non può non tenere in conto tutti i vincoli e obblighi di valutazione e compatibilità ambientale che gravano su questa materia, oltre che considerare le valutazioni già espresse dal Ministero della Transizione ecologica su progetti disponibili già presentati, come anche il decreto-legge 45 precisa.

La parola chiave per noi è discontinuità. Sappiamo che è un problema non facile, ma le condizioni per una soluzione adeguata ormai ci sono tutte.



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