Venezia è fatta per le gondole

La notizia data qualche settimana fa dal ministro Dario Franceschini del divieto di ingresso per le grandi navi nella Laguna di Venezia ha fatto giustamente il giro del mondo ed è stata accolta da un plauso generale, al quale, ovviamente, si unisce Il Commento Politico.

Il problema, però, è che il decreto n.45, in cui è contenuta la misura e che è in questi giorni all’esame del Senato, non è sufficiente, nella sua stesura attuale, a risolvere il problema.

L’impianto del provvedimento del governo è quello stesso del vigente decreto Passera-Clini n. 79/2012 che condiziona il divieto di ingresso in Laguna all'individuazione di una soluzione definitiva alla questione. L’attuale decreto, prevedendo un “concorso di idee” per risolvere il problema, può paradossalmente costituire la base per un rinvio sine die, prescindendo dalle soluzioni già studiate ed approvate, ma mai realizzate.

Il decreto Passera-Clini, come si è detto, prevedeva una norma transitoria valida fino alla individuazione di soluzioni alternative. Dopo il 2012 vennero presentate varie proposte. Due in particolare vennero esaminate ed approvate dalla Commissione per la Valutazione dell’impatto ambientale: una prevedeva un’isola artificiale fuori dalla laguna per le navi passeggeri, l’altra una soluzione analoga per le navi commerciali. Dopo l’approvazione, i due progetti andarono al ministero delle Infrastrutture che avrebbe dovuto inviarle al CIPE per la loro approvazione finale e realizzazione, ma non risulta che questi progetti siano mai arrivati al CIPE.

È allora necessario che il governo modifichi il proprio testo, o accettando emendamenti già presentati in Senato o, se ricorrerà al voto di fiducia, introducendo autonomamente una norma che renda effettivo da subito e non aggirabile il blocco.

A giugno è molto probabile che riprenda l’ingresso delle grandi navi nel bacino di San Marco e se questo non è già avvenuto è perché la pandemia ha ridotto il numero delle crociere. Il rischio per il governo Draghi è che le fotografie dei prossimi croceristi possano fare il giro del mondo e suscitare commenti molto meno favorevoli di quelli che hanno accompagnato l’annuncio delle scorse settimane.

Abbiamo apprezzato la sensibilità del ministro Franceschini e l’importanza del suo annuncio, ma è indispensabile che l’intreccio delle normative non dia luogo a sgradite sorprese. Immaginiamo che anche il ministro Enrico Giovannini, di cui ci è nota la sensibilità ambientale, vorrà porre attenzione alla serietà di questo problema.

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