• L'intervista

A proposito del CNEL

Nel 2014 l’allora commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, in una audizione al Senato indicò nel CNEL - Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro con sede in uno splendido edificio di inizio Novecento a Villa Borghese - uno degli Enti da sopprimere. Il Governo Renzi inserì nella riforma costituzionale il CNEL fra gli Enti da eliminare ma la vittoria del “no” al referendum del dicembre 2016 consentì all’Ente di sopravvivere. Nel 2019, l’allora Governo Lega-M5S presentò una proposta di legge per la sua soppressione.

A giugno 2018 si è insediata la X° Consiliatura del CNEL che vede come Presidente Tiziano Treu, più volte Ministro con i Governi Dini, Prodi e D’Alema e poi parlamentare mentre come Segretario Generale è stato nominato Paolo Peluffo: giornalista, responsabile della comunicazione di Azeglio Ciampi prima al Ministero del Tesoro, poi alla Presidenza del Consiglio e quindi alla Presidenza della Repubblica e dal 2006 Consigliere della Corte dei Conti.

Il Commento Politico apre una riflessione ed un confronto sul CNEL, oggetto di ricorrenti critiche per la sua presunta inutilità e per i costi. Vorremmo sapere, in altri termini, se si ritiene utile la sua sopravvivenza, eventualmente introducendo alcuni correttivi, ovvero si debba procedere alla sua soppressione con una proposta di modifica costituzionale.

Di CNEL parliamo quindi con Giuseppe Montalbano, nominato Consigliere nel 2018 su indicazione della CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e delle PMI, di cui negli anni ha ricoperto vari incarichi di vertice nelle strutture confederali e da ultimo, per otto anni, in qualità di Vice Presidente Nazionale.



Cominciamo a delineare natura e scopi del CNEL.

“Il CNEL è stato istituito con Legge nel 1957 in attuazione dell’Art. 99 della Costituzione che lo indica come organo di consulenza del Governo e del Parlamento sulle materie di competenza, ha iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale. Con la Legge 1986/936 è stato precisato il suo ambito d’azione oltre a fornirgli gli strumenti operativi”.

Nel dettaglio quali sono le materie di competenza?

“I campi sono quelli relativi alla politica e programmazione economica e sociale; alla congiuntura economica; all’UE; ai trend del mercato del lavoro; agli assetti normativi della contrattazione collettiva; alla tenuta degli Archivi nazionali dei contratti; ai livelli e alla qualità dei servizi erogati dalla PA; alla valutazione delle politiche pubbliche.”

“Per i contributi all’elaborazione della legislazione e la consulenza al Governo e al Parlamento, nelle materie succitate – continua il Consigliere Montalbano - il CNEL si esprime con propri autonomi atti ovvero su richiesta di Organi Costituzionali, esprimendo valutazioni e proposte sui principali atti di politica e programmazione economica; pareri obbligatori ma non vincolanti; rapporti sulla contrattazione delle parti sociali; esame delle politiche comunitarie; osservazioni e proposte di propria iniziativa; studi, indagini e ricerche.”

Qual è la composizione del CNEL?

“Sino al 2012 venivano designati, secondo le modalità previste dalla Legge, 120 Consiglieri ridotti poi a 64 con mandato quinquennale: 10 esperti nominati di cui 8 dal Presidente della Repubblica e 2 dal Presidente del Consiglio; 48 rappresentanti delle categorie produttive dei quali 22 del lavoro dipendente di cui 3 in rappresentanza dei dirigenti e quadri, 9 in rappresentanza del lavoro autonomo e 17 in rappresentanza delle imprese; 6 rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni del volontariato.”

Le materie di competenza sono vaste e importanti come importante sarebbe il ruolo e di particolare significato anche la sua composizione. Negli oltre cinquanta anni di vita dell’Ente quale è stata la sua attività e quali conseguenze ha avuto?

“Questo è il dato dolente. Secondo un censimento effettuato, il CNEL ha pubblicato quasi 1.000 documenti di varia natura (pareri, studi, ricerche, indagini, ecc.) e avanzato 16 proposte di legge, nessuna delle quali però approvata dal Parlamento”.

Una delle motivazioni dei vari “abrogazionisti” risiede nei costi di funzionamento del CNEL.

“Sino al 2012, quando erano previsti 120 Consiglieri, il costo annuale variava dai 15 ai 20 milioni di Euro. Poi con la riduzione a 64 Consiglieri si è scesi a 12 milioni ed oggi arriva a circa 8 milioni. Il problema quindi non sono i costi come ritengo sia importante avere un luogo istituzionale in rappresentanza delle parti sociali.”

“In questi primi due anni di esperienza come Consigliere – afferma Giuseppe Montalbano – ho visto da parte dell’Ente, sia nelle figure apicali che nel Consiglio ed anche nella struttura di supporto, una grande professionalità ed una alta dedizione all’impegno. Forse il problema risiede non tanto nel CNEL quanto nelle varie Istituzioni di riferimento che sottovalutano e non considerano il lavoro del CNEL. Credo che sia opportuna una riflessione in tal senso e poi, se del caso, procedere ad una riforma rivedendone mission, governance, criteri di composizione.”

Il Presidente Treu, il 1 giugno scorso, ha fatto la seguente dichiarazione: “Il CNEL è disponibile sin d’ora ad ospitare, nella propria sede, le parti sociali per avviare la discussione per la costruzione di un patto sociale che rilanci il Paese di cui, con sfumature diverse si discute in queste ore”. Qualche giorno dopo il Presidente Conte in una conferenza stampa propone di convocare gli Stati Generali dell’Economia a Villa Pamphili...

“Appunto! Se esiste un luogo di rilevanza costituzionale dove avviare la consultazione delle parti sociali per il rilancio dell’economia dopo il COVID 19 questo è il CNEL. Anche da questi fatti si evidenzia l’importanza che la Politica e le stesse Istituzioni assegnano al CNEL, nonostante la sua rilevanza costituzionale.”

Agli inizi di maggio, il CNEL ha pubblicato un interessante libro intitolato “Il mondo che verrà” con il contributo di economisti, politici e giuristi scaricabile dal sito del CNEL ( Scarica il libro “Il mondo che verrà" (versione pdf) sulla situazione determinatasi da COVID 19. Di che si tratta?

“Ovviamente non c’è nessuna volontà di sostituirsi ai decisori istituzionali ma dare un contributo di conoscenza sugli scenari delineati da 16 autorevoli personalità dell’economia, della politica e del sociale. Come ha scritto il Presidente Treu nell’introduzione: “Gli effetti economici della pandemia sono ancora indeterminati. Le prime stime indicano un ordine di grandezza nella caduta del Pil mondiale doppio di quella delle crisi del 2008 e un gravissimo impatto sulla occupazione, secondo le previsioni dell’OIL oltre 250 milioni di disoccupati. Il volume può offrire alle istituzioni e ai decisori pubblici, alle organizzazioni sociali e politiche e anche alle persone che vogliono riflettere, elementi preziosi per orizzontarsi in un futuro che si presenta incerto come non mai, ma anche aperto a nuove possibilità”

“Non sappiamo se questo contributo ha avuto riscontro nelle Istituzioni – conclude Montalbano – ma questo è il nostro compito ed al di là delle critiche giuste e/o strumentali sul CNEL noi comunque intendiamo continuare a rispondere con dedizione e professionalità al dettato costituzionale e agli indirizzi legislativi.”



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