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Contrordine, compagni!

  • 21 mag 2025
  • Tempo di lettura: 1 min

A noi sembra di ricordare, ed essendo passati solo pochi giorni non dovremmo sbagliare, che era stata la nostra presidente del Consiglio al termine della conferenza europea di Tirana ad avvicinare i rappresentanti della stampa per spiegare che l’Italia non prendeva parte alle riunioni dei cosiddetti ‘volenterosi’ per propria scelta, in quanto avevamo precisato fin dall’inizio che il nostro Paese non intendeva inviare contingenti di soldati italiani in Ucraina. Ci sembra anche di ricordare avesse aggiunto che, essendo lei persona seria, non aveva l’abitudine di cambiare posizione.

Alla luce di queste dichiarazioni, potrebbe risultare inspiegabile l’attivismo mostrato in questi giorni dal governo italiano in favore dei volenterosi. Rimane allora da chiedersi che cosa sia cambiato. Escludendo che sia stata l’Italia a chiedere di essere riammessa nel plotone dei volenterosi - lo esclude proprio quella frase sulla nostra serietà - si deve pensare che la nostra presenza sia stata invocata come indispensabile e che solo tale invocazione abbia indotto  il governo italiano a riconsiderare la propria ferma decisione. Resta solo da stabilire chi, fra i vari protagonisti internazionali, abbia percepito per primo l’impossibilità di procedere senza l’Italia. Che sia stato il Presidente Macron o il Primo ministro Starmer? O forse è stato Donald Trump?  A meno che non sia stato il Pontefice a far notare che il Vaticano non poteva svolgere l’auspicata funzione di facilitazione degli incontri fra russi e ucraini senza il conforto del governo italiano. Certo, è per tutti noi una bella soddisfazione apprendere che il mondo non può fare a meno dell’Italia, ma ci voleva un governo con la schiena dritta per farlo comprendere a tutti.


21 maggio 2025

1 commento


e.martelloni
24 mag

Rileggo questo qrticolo, dopo un anno preciso, mentre all'epoca ero in Ucraina. Il sarcasmo non mi scuote. La signora Meloni ha cambiato idea? Non è una persona seria? Eppure lei è stata in Ucraina al contrario di chi all'opposizione, un tempo al governo, non ha saputo sostenere Kyiv. I volentereosi non bastano mai. Oggi c'è sempre più bisogno di armi, di forza e decisione a combattere l'invasore. La guerra in Ucraina è una cosa pericolsissima e seria per la libertà e la democrazia. "... l'auspicata funzione di facilitazione" di incontri tra moscoviti e uncraini, non aveva senso e non ha senso finchè Putin dustrugge le città i villaggi ucraini, o lo ha per chi non vuol vedere.

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