Craveri: "La Malfa riferimento per la vita civile e politica italiana"

Il Professor Piero Craveri, per un'indisposizione, non ha potuto partecipare alla presentazione del Portale Ugo La Malfa, il 10 novembre nell'Aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati. Pubblichiamo di seguito l'intervento che aveva predisposto per l'occasione.

Il professor Craveri è il presidente del Comitato scientifico del Portale Ugo La Malfa.

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La raccolta di Scritti di Ugo La Malfa, che si colloca accanto a quella dei suoi Discorsi parlamentari, consta di due volumi, andando dal 1925 al 1958, mentre quelli che seguono sono oggetto del progetto che oggi presentiamo. Col 1958 siamo negli anni dell’incipiente centrosinistra in cui prende ad operarsi un mutamento profondo nell’impegno politico di La Malfa, che potremmo definire il passaggio dall’epoca delle grandi speranze a quella del pregiudiziale dovere e responsabilità politica.


A metà del 1975 dava ad un suo libro il titolo di L’altra Italia e nella sua prefazione sottolineava di essere stato forse, “presuntuoso” ma voleva esprimere “il rammarico per quel che essa poteva essere e non è stata”. Quasi parafrasava così un famoso articolo di Giovanni Amendola, a cui fu strettamente legato nella lotta al fascismo, che nel cinquantenario dell’unità italiana (1914) scrisse non essere quella “l’Italia che avremmo voluto”. Un sentimento permanente per il mondo laico democratico, dal quale traeva non solo l’auspicio, ma anche l’impegno costante per una più avanzata modernizzazione del nostro paese, senza svalutare il grande balzo in avanti che la società italiana aveva compiuto, pur in termini diversi, sia nell’Italia liberale, sia in quella repubblicana.


E di quest’ultima, La Malfa fu partecipe negli anni fondanti per la Repubblica dei governi di Alcide De Gasperi. Dopo il 1953 perseguì con determinazione la nascita del centrosinistra, dando ad essa, come ministro nel IV governo Fanfani, con la Nota aggiuntiva del 1962, una precisa indicazione di politica economica che non fu seguita dai socialisti, che pretendevano di attuare un anomalo “riformismo anticapitalistico”, e dai democristiani che impostavano una frammentaria politica di redistribuzione del reddito priva di un disegno centrale di sviluppo.


La Malfa rimase profondamente critico di questi indirizzi politici, intendendo, con lucidità maggiore di qualsiasi altro, i termini della crisi economica e politica degli anni ’70, e fissò chiaramente le priorità della politica di un governo responsabile. Il deficit del bilancio dello Stato non poteva andare oltre certi limiti, l’azione di sostegno dello sviluppo, che andava costantemente perseguita, non poteva prescindere da parametri così posti, mentre l’equa ridistribuzione del reddito, che rimaneva un cardine fondamentale delle istituzioni democratiche, non avrebbe potuto consolidarsi in modo costante, se non in base ad essi. Sono questioni che oggi paiono elementari, anche se difficili da perseguire, e si deve molto a La Malfa se allora furono affrontate e risolte, per essere poi sigillate con la sua battaglia per l’adesione dell’Italia (1978) al Sistema monetario europeo che egli non aveva inteso affatto come un “vincolo esterno”, ma come risultato di una attenta e severa politica di bilancio dello Stato.


A questi fini, la partecipazione dei comunisti alla maggioranza di governo parve allora necessaria e in questo La Malfa fu al fianco di Aldo Moro, anch’egli partecipe ed artefice di quella massima dilatazione del sistema politico centrista. Come del resto Moro, sapeva bene che con ciò la questione comunista non era affatto risolta, che si trattava di una soluzione transeunte, non riuscendo ancora a intravvedere verso che cosa. D’altra parte vediamo ancora oggi, quando occorre affrontare problemi risolutivi per la vita del paese, che una convergenza al centro delle forze politiche risulta necessaria. È difficile, anche per questo, non intendere come la figura di Ugo La Malfa resti un riferimento indelebile nella nostra vita civile e politica.


La Fondazione Ugo La Malfa ha deciso di raccogliere e rendere disponibile online tutta la vasta opera di Ugo La Malfa - gli scritti, i discorsi parlamentari e politici, l’epistolario - accompagnata da una nuova cronologia della sua vita. È un progetto pluriennale seguito da un autorevole Comitato scientifico e affidato alla professoressa Claudia La Malfa. Claudia, che è una assai valente studiosa di Raffaello e dell’arte rinascimentale, ma nelle cui vene scorre lo stesso sangue di quelli che l’hanno preceduta, ha accettato di guidare il progetto. A lei illustrarne il senso e le finalità.

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