La Malfa a "Repubblica" sul sostegno all'Ucraina e risposta di Merlo
Riportiamo di seguito la lettera di Giorgio La Malfa pubblicata oggi dal quotidiano la Repubblica e la risposta di Francesco Merlo
Caro Merlo, premesso che io considero il sostegno militare all'Ucraina come la premessa necessaria per un negoziato fra l'Ucraina e la Russia che ponga fine al conflitto, quando ieri la signora Meloni ha detto che l'Italia sostiene Zelensky, prima di applaudirla come hanno fatto alcuni parlamentari del Pd, le avrei chiesto se l'Italia stia fornendo o no armi all'Ucraina.
Su questo punto non si riesce a conoscere la verità. Sono mesi che il Comitato dei servizi segreti che deve essere informato sugli invii di armi non viene riunito. La solidarietà a chiacchiere è parte della commedia all'italiana.
Giorgio La Malfa
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La risposta di Francesco Merlo:
Caro La Malfa, Giorgia Meloni non ci piace. E però, proprio adesso che Trump sta esponendo l'Ucraina alla furia selvaggia e crescente di Putin, con l'incubo della resa che minaccia Zelensky, non essere d'accordo con Meloni somiglia al tradimento.
È vero che sono tanti gli elementi della commedia, che come un'eternità accompagna tutte le nostre scelte, anche le più drammatiche: c'è il segreto militare, il Comitato non viene riunito, c'è l'ipocrisia di fare ma non dire perché nel governo c'è la Lega. Ma la fermezza italiana "contro l'imperialismo russo", fatta anche di aiuti militari più o meno moderni, è certificata dagli alleati e dalla stessa Ucraina.
Si ricordi che l'Italia è il solo Paese in cui i putinisti, più o meno riluttanti, anche a sinistra riescono a travestirsi da irriducibili della pace. Bertrand Russell, dinanzi alla minaccia di Hitler, fu costretto ad abbandonare le sue famose, radicali convinzioni pacifiste.
Giudicava il nazismo una "realtà rivoltante e odiosa", "ed è intollerabile — disse — la possibilità di una sconfitta dell'Inghilterra". E dunque "lucidamente e definitivamente do il mio totale appoggio a tutto quello che sarà necessario fare per la nostra vittoria".



Hitler era alleato di Stalin e questi era ancora peggiore di Hitler. Mai la Germania nazista ha superato in crimini l'Unione Sovietica. Questa è la chiave di lettura della guerra di invasione di Mosca. L'origine ordalica è il riferimento dell'occupante e il falso storico di Pereslav, il continuo casus belli ormai secolare.
Oggi l'esercito più forte ed organizzato è quello ucraino, noi possiamo e dobbiamo aiutare l'Ucraina con le armi, ma loro le hanno già migliori delle nostre. A noi resta l'ipocrisia e frange politiche infide e farisee come Conte, Vannacci e Salvini.