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Lacrime di coccodrillo sul deficit

37 minuti fa
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Non si tratta di prendere atto con rammarico – come ha dichiarato il ministro dell’economia Giorgetti – del fatto che il deficit pubblico italiano supera ancora il 3% e quindi l’Italia non esce dalla procedura di infrazione per violazione delle regole del patto di stabilità. Come già osservammo a suo tempo, l’esiguità dello scostamento non è un’attenuante. È il sintomo di un problema sostanziale.

I casi sono solo due: o il governo, pur dichiarando di desiderare l’uscita dall’infrazione, ha preferito continuare nella ricerca del consenso attraverso la spesa corrente e quindi ha fallito volontariamente l’obiettivo. Oppure, peggio ancora, lo ha perseguito ma non è stato capace di fare il necessario, che peraltro comportava interventi molto modesti visto che lo scostamento è pari a meno di un punto percentuale di deficit in rapporto al reddito nazionale.

Non sappiamo quale delle due spiegazioni sia quella giusta. Ma, se un problema si pone, esso riguarda il ministro dell’Economia. Il fallimento è suo e quindi delle due l’una: è lui a non voler riportare l’Italia entro i binari europei, oppure è il governo che non lo segue su questa strada. In ambo i casi, forse il ministro Giorgetti dovrebbe fare una riflessione seria sul suo ruolo nel governo.


22 settembre 2026

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