

Il ministro Crosetto e i dubbi del centrodestra
Fino a poco tempo fa il centrodestra appariva convinto di avere buone - anzi ottime - possibilità di successo nelle ormai vicine elezioni politiche generali: sembrava tenere la narrazione di un governo solido e rispettato sul piano internazionale, capace di avere buoni rapporti sia con gli Stati Uniti sia con l’Europa e intento, all’interno, alla realizzazione del proprio programma. C’era qualche nuvola circa l’andamento dell’economia italiana, ma l’idea era che nell’ultima
41 minuti fa


Keynes, l'economista va alla carica
Segnaliamo l'articolo di Giorgio La Malfa pubblicato il 19 aprile 2026 dal Corriere della Sera
46 minuti fa


La TV a colori e mio papà Ugo
Segnaliamo l'articolo di Giorgio La Malfa pubblicato oggi dal quotidiano La Stampa
2 giorni fa


Per chi suona la campana
Colpiscono nei resoconti delle elezioni in Ungheria le analogie con il recente voto italiano nel referendum sulla giustizia: l’aumento imprevisto nei sondaggi della partecipazione, l’impegno massiccio dei giovani, il contrasto fra le campagne dove il partito di governo ha resistito meglio e le città dove prevale il desiderio del cambiamento. Nel caso ungherese è evidente la crisi del sovranismo e quasi certamente anche l’effetto controproducente del sostegno offerto a Orban
13 apr


Un racconto burocratico
Segnaliamo l'articolo di Giorgio La Malfa pubblicato oggi dal quotidiano l'Altravoce
10 apr


La Via Crucis dell'on. Meloni
Nota Giorgio La Malfa nell’articolo apparso stamane su l’Altravoce - qui allegato in calce - che la posizione esposta ieri mattina dal ministro della Difesa Crosetto in un’intervista al Corriere della Sera segna una netta presa di distanze dall’Amministrazione americana che va oltre la dichiarazione dei giorni scorsi, secondo cui l’attacco israelo-americano all’Iran costituisce una violazione del diritto internazionale. Crosetto sostiene infatti che l’attacco è un errore c
8 apr


Il bilancio assillo per Meloni
Segnaliamo l'articolo di Giorgio La Malfa pubblicato oggi dal quotidiano l'Altravoce 2 aprile 2026
2 apr


Grandi manovre a destra
Abbiamo letto sui giornali che nel vertice fra la presidente del Consiglio e i suoi due vice si sarebbe parlato dell’ipotesi di una anticipazione delle elezioni politiche rispetto alla loro naturale scadenza del 2027. Questi discorsi indicano il panico in cui la destra è stata gettata dalla sconfitta referendaria, ma rivelano anche una conoscenza molto approssimativa dei nostri meccanismi costituzionali. Cominciamo da questo secondo punto. La domanda è: come pensa la destra
30 mar


La Malfa su "Rinascita". Nordio: se cade il braccio destro, non può restare il Ministro
Segnaliamo l'articolo di Giorgio La Malfa , pubblicato oggi da Rinascita : clicca qui: Rinascita , 26 marzo 2026
26 mar


L’illusione del decisionismo
Abbiamo scritto ieri che l’esito del referendum apriva una fase difficilissima per la presidente del Consiglio. Abbiamo l’impressione che la prima ad esserne consapevole sia la stessa on. Meloni, che deve avere ritenuto necessario dare il senso di una rapidità di decisione, come a voler chiudere tutte le questioni emerse prima e durante la campagna referendaria per una specie di nuovo avvio di cui la proposta di legge elettorale sarebbe il piatto forte. Interpretiamo così le
25 mar


Chi perde diventa anche antipatico
Non sarà l’opposizione a chiedere le dimissioni dell’on. Meloni. Lo ha detto con chiarezza questa mattina l’on. Schlein in un’intervista su Repubblica . Del resto, l’unico modo per farlo sarebbe presentare in Parlamento una mozione di sfiducia che avrebbe solo l’effetto di rianimare un centrodestra tramortito dall’esito del referendum. Diverso invece è fare osservare che un presidente del Consiglio che si getta a capofitto in una battaglia referendaria, subisce una così ampia
24 mar


L’Italia e la conclusione della legislatura
Abbiamo osservato attentamente in queste settimane le posizioni dei tre responsabili della politica estera italiana in seno al governo: la presidente del Consiglio, il ministro degli Esteri e il ministro della Difesa. Pur nello sforzo di manifestare e di mantenere una posizione comune, le differenze risultano abbastanza evidenti. Il ministro degli Esteri non mostra un particolare fervore nel seguire la linea dell’amministrazione americana, anche se è parso attento a non espri
19 mar