Giustizia e referendum, lettera di La Malfa a Francesco Merlo
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Riportiamo di seguito la lettera scritta da Giorgio La Malfa a Francesco Merlo, che risponde nella sua rubrica su Repubblica
Posta e risposta di martedì 10 febbraio 2026
Caro Merlo, se dopo quattro anni dalla sua formazione un governo di centro destra, che dichiara da sempre che la sicurezza è un tema fondamentale per i cittadini, deve fare un decreto legge sulla sicurezza, evidentemente su questo tema ha fallito completamente. Non so se questa semplice considerazione balza agli occhi dell’opinione pubblica, come dovrebbe. Ma certo ne sono consapevoli i due ministri dell’Interno e della Giustizia cui il governo ha affidato il compito davvero difficile di giustificare il provvedimento. Che cosa dicono infatti? Che il decreto è giustificato da nuovi gravi pericoli all’orizzonte: le nuove Brigate Rosse. Lo dicono perché altrimenti la contraddizione con cui ho iniziato sarebbe evidente a tutti. Ma veramente possono sostenere che un’Italia che ha visto centinaia di morti tra i magistrati, le forze dell’ordine, i giornalisti e i cittadini negli anni di piombo sta andando in quella direzione? E se così fosse, non sarebbe da irresponsabili attaccare la magistratura come fanno tutti i giorni e promuovere una legge costituzionale volta a indebolirla? Questo lo dico a quella parte del Pd che ritiene che il referendum riguardi i “principi” astratti del diritto e non gli interessi concreti della destra.
Giorgio La Malfa
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Il referendum, che in Italia è sempre un pasticcio, sta inesorabilmente diventando un sì o un no a Giorgia Meloni, con l’effetto paradossale che molti voteranno il contrario di quello che, sulla giustizia, pensano. Credo che questi sì, che obtorto collo voteranno no, stiano crescendo e superando la sinistra per il sì e i no che voteranno sì.
Francesco Merlo