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Road to Midterms

3 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Un interessante articolo sul New York Times di Nate Cohn (capo analista politico del giornale) cerca di spiegare cosa sia una “Wave election” e se siamo attualmente in presenza di una Wave election per i democratici (in italiano, si tratterebbe di una “marea democratica”).

L’articolo fa riferimento all’ultimo sondaggio del Siena/New York Times cha indica i democratici in vantaggio di 8,5 punti sui repubblicani in generale. Alle elezioni di due anni fa i repubblicani erano 2,5 punti percentuali in vantaggio, che vuol dire uno scostamento di 11 punti. Per dare una misura di paragone, lo spostamento verso i democratici alle midterm del primo Trump fu di 9,6 punti.

In teoria questo indica che qualsiasi seggio vinto dai repubblicani con un margine del 10% o meno è di fatto in gioco.

L’articolo entra in dettaglio su come questa immagine ad alto livello possa però essere fuorviante, perché poi a livello locale il successo di un partito o dell’altro dipende anche da molti altri fattori, primo fra tutti la qualità del singolo candidato.

C’è poi la composizione etnica di questo scostamento che sembra essere soprattutto data dai latinoamericani che avevano votato Trump ma sembrano essere tornati verso i democratici.

Il Texas può essere chiaro esempio: è uno Stato storicamente repubblicano ma i democratici hanno un candidato forte in James Talarico ed il fatto che quasi il 40% della popolazione sia latinoamericana fa spostare l’ago della bilancia, come si vede dall’immagine sul sito fifty+1 (clicca qui): anche se è formalmente indicato come in bilico, il candidato democratico è dato con quasi il 60% di probabilità di vittoria.



Questi due fattori però sono anche il motivo per cui Stati storicamente democratici sono considerati in bilico. In Michigan i principali fattori etnici che mostrano lo scostamento a favore dei dems non sono particolarmente sensibili. Ed il candidato è un progressista considerato fin troppo a sinistra e soprattutto a rischio di attacchi da parte repubblicana su questo tema.

Dallo stesso sito il Michigan è considerato lean democratic (fra 60% e 70 di probabilità di vincere)



Ma altri siti di previsione hanno ancora la gara in toss-up che come detto la settimana scorsa indica probabilità fra il 50% ed il 60% a favore o sfavore di un candidato




In sintesi, nell’ultima settimana i dati sembrano aver ulteriormente favorito i democratici ma non ancora in maniera tale da non lasciare estremamente in dubbio il risultato.


22 settembre 2026

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