Road to the midterm
Le elezioni di medio termine negli Stati Uniti avvengono due anni dopo le presidenziali e servono a scegliere la Camera dei deputati (che è in carica due anni) e un terzo del Senato (i senatori restano in carica sei anni ma ogni due anni un terzo si rinnova). Sono considerate storicamente delle elezioni che esprimono un’opinione sull’andamento del primo biennio del Presidente ed altrettanto storicamente tendono ad essere favorevoli al partito all’opposizione. Vedremo quindi in questo articolo quale è la situazione attuale, in vista della tornata del 3 novembre, e nelle prossime settimane cercheremo di fare alcuni approfondimenti sulle prospettive più interessanti.
Alcune premesse. La composizione dei collegi elettorali americani è strutturalmente a vantaggio dei repubblicani. Gli analisti ritengono che in generale i democratici sono da considerarsi alla pari come possibilità di prendere la Camera con un’opinione pubblica di 3-4 punti percentuali a loro favore e addirittura di 5-6 punti nel caso del Senato. In totale, i democratici sono accreditati di un vantaggio di circa 7 punti a causa dell’estrema impopolarità di Trump fra gli indipendenti per non aver egli mantenuto le promesse di abbassare il costo della vita.
In cosa si traduce questo?
Per la Camera tutti i principali siti di previsione danno una vittoria quasi certa dei democratici. Riportiamo qui sotto quanto prevede al momento il sito Fifty+1, che aggrega diversi sondaggi.

La maggioranza alla Camera è di 218 deputati e si pronostica una maggioranza dei democratici che potrebbero controllare 230/ 235 seggi.
Molto più incerto il quadro al Senato. La situazione attuale è una maggioranza repubblicana di 6 seggi (53 a 47) e ve ne sono sono 35 in gioco, di cui 22 sono attualmente in mano ai repubblicani e 13 ai democratici. Di questi però 28 non sono veramente considerati in discussione (più del 95% di probabilità di conferma, “safe”, o più dell”80%, “solid”). Questo porta il conteggio a 46 seggi “sicuri” per i democratici e 47 per i repubblicani. Bisogna quindi guardare a 7 elezioni in altrettanti Stati dell’Unione e da queste i democratici dovranno guadagnare almeno 5 seggi per avere la maggioranza.
Teniamo conto del fatto che il North Carolina aveva un senatore repubblicano che non si è ricandidato. Questo Stato è normalmente a maggioranza democratica ed il candidato è molto forte, per cui è considerato un guadagno democratico sicuro.
I sei Stati considerati invece al centro della contesa sono: Alaska, Iowa, Maine, Michigan, Ohio, Texas.
Le previsioni di vittoria di uno o dell’altro schieramento sono estremamente variabili, cambiano di giorno in giorno e con ogni sondaggio. Entreremo nel dettaglio di ognuno di questi nelle prossime settimane. Per ora ci limitiamo a dire che, al 13 settembre, le previsioni danno una probabilità fra il 55% ed il 60% di una maggioranza democratica al Senato.
Per queste sintesi ricaviamo i dati da diversi siti di forecast. I principali sono:
Center for politics https://centerforpolitics.org/crystalball/
270towin https://www.270towin.com
Fiftyplusone https://fiftyplusone.news
Racetothewh https://www.racetothewh.com
Realclearpolling https://www.realclearpolling.com/
Osserviamo inoltre le quote dati dai siti di scommesse come polymarket: https://polymarket.com/it/event/balance-of-power-2026-midterms
14 settembre 2026



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