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Voli per l'Iran. I conti non tornano

  • 3 lug
  • Tempo di lettura: 2 min

Riportiamo di seguito la lettera di Giorgio La Malfa al ministro Crosetto, pubblicata oggi con richiamo in prima pagina dal quotidiano l’Altravoce

 

LA LETTERA

VOLI PER L’IRAN. I CONTI NON TORNANO

di GIORGIO LA MALFA


Caro ministro Crosetto,

ho letto le dichiarazioni da lei rese in Parlamento sulla questione aperta la settimana scorsa da una dichiarazione del segretario generale della Nato, Mark Rutte, secondo la quale l’Italia, come altri Paesi della Nato, non si era sottratta agli impegni derivanti dall’alleanza con gli Stati Uniti.

Sempre secondo il segretario generale della Nato, l’Italia aveva effettuato, durante la guerra con l’Iran, 500 voli a supporto del loro sforzo bellico nel Golfo Persico.

Lei ha precisato che nel periodo 29 febbraio-30 giugno 2026 sono stati effettuati 518 voli di aerei americani dalle basi site in Italia e ha aggiunto che nessuno di questi aveva natura tale da richiedere un’approvazione parlamentare, in quanto si trattava di voli di supporto logistico e non cinetico. Su questo secondo punto mi rimetto pienamente a ciò che lei ha dichiarato.

Tutto ciò premesso, sono tornato però alla settimana scorsa e in particolare allo scorso mercoledì 24 giugno, in cui il segretario generale della Nato, in visita a Washington, aveva dichiarato in una intervista televisiva che gli alleati avevano aiutato lo sforzo bellico degli Stati Uniti e che dall’Italia erano partiti 500 voli. Il governo italiano aveva duramente reagito a quelle dichiarazioni accusando Rutte di avere fornito dati falsi. Sul Corriere della Sera del 25 giugno avevo letto una lunga ricostruzione di quel giorno, non smentita né dalla Presidenza del Consiglio né dalla Difesa, in cui si leggeva che vi era stata una telefonata fra la presidente del Consiglio e lei in cui si parlava della vostra sorpresa per le dichiarazioni “false” del segretario della Nato. In quello stesso articolo si leggeva testualmente che «secondo fonti della Difesa», i voli effettuati dall’Italia erano circa 200, una cifra molto lontana dai 500 di cui aveva parlato Rutte e di cui ha parlato lei durante il question time in Parlamento.

Avendo letto quell’articolo ed altri di analogo tenore, io, come penso molti altri, mi sono interrogato sui motivi che potessero aver indotto Rutte a propalare dati falsi (non

«fallaci» come invece si leggeva qualche ora dopo in una dichiarazione ufficiale del suo Ministero). Ma se invece i dati sono veri, come lei ha certificato durante il question time in Parlamento, allora risulta arbitraria la polemica aperta dal Governo contro il segretario generale della Nato e soprattutto è falsa la dichiarazione che il numero dei voli fosse 200. E io domando: perché il Governo e lei stesso ha lasciato correre una notizia palesemente falsa pubblicata da un giornale autorevole come il Corriere della Sera? Perché, in altre parole, il Governo italiano ha avallato l’idea che il segretario generale della Nato sia uno che diffonde dati falsi per danneggiare l’Italia, quando invece i dati erano veri e la dichiarazione non conteneva alcuna specifica affermazione circa la natura di quei viaggi americani, tale da implicare una violazione da parte dell’Italia delle sue regole costituzionali?

So che lei è una persona seria e sono sicuro che non mancherà di chiarire questi miei dubbi che, lei lo ammetterà, sono più che legittimi.


Con viva cordialità

Giorgio La Malfa


3 luglio 2026


 
 
 

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