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Il punto sulla legge elettorale, ovvero il diavolo fa le pentole…

  • 26 lug
  • Tempo di lettura: 3 min

Non siamo affatto sicuri che la destra intenda portare fino in fondo il progetto di riforma elettorale. Si capiranno meglio le intenzioni del governo e della maggioranza nella prossima settimana quando si saprà se essi intendano portare a conclusione l'iter della legge a Palazzo Madama prima della pausa estiva o rinviarne l'approvazione definitiva all'autunno. Se dovessimo dire oggi, la nostra impressione è che la decisione sarà di rinviare la conclusione dell’iter alla ripresa per avere più tempo per riflettere sulle conseguenze di una legge concepita in una diversa stagione politica in cui soprattutto non esisteva il problema costituito dal movimento del generale Vannacci.

Andare avanti o rinunciare? Su questa scelta, da un lato peserà la difficoltà per la premier di rinunciare a una legge su cui la maggioranza si è impegnata allo spasimo: sarebbe una prova ulteriore di debolezza dopo le vicende non certo esaltanti degli ultimi mesi, a partire dalla sconfitta referendaria con quello che ne è seguito. Dall’altro lato, peserà il fatto che la legge, concepita quando non esisteva il generale Vannacci, oggi rischia di creare alla destra un dilemma di difficilissima soluzione.

La nuova legge mette, infatti, la destra di fronte a un’alternativa molto difficile fra imbarcare o non imbarcare il generale. I sondaggi sono concordi nell’indicare che, senza Vannacci nella coalizione di destra, il centro-sinistra vincerebbe agevolmente le elezioni. I voti di PD, 5 stelle e AVS sarebbero da soli superiori ai voti della destra senza Vannacci. Il risultato sarebbe ancora più netto con le componenti di centro che sicuramente il centro-sinistra riuscirà a includere nella coalizione. Gli stessi sondaggi indicano che, invece, con l’attuale legge elettorale, anche senza Vannacci, la destra potrebbe conservare la maggioranza almeno in una delle due Camere.

Dunque, una volta approvata la nuova legge, la destra, se vorrà vincere, sarà costretta ad andare verso una coalizione con Vannacci. Con tre interrogativi molto grossi. Il primo è che la destra non può sapere oggi e non saprà per lungo tempo se Vannacci alla fine accetterà di entrare e quali prezzi, sapendo di essere determinante, vorrà imporre per stipulare l’alleanza. Il secondo è che l’allineamento con un partito – quello di Vannacci – legato alla tedesca FdP, significa per l’on. Meloni una rottura con l’Europa e soprattutto con il cancelliere tedesco Merz, che è in fondo l’unico esponente politico europeo di qualche peso che in qualche modo ha rapporti politici con la Meloni. Il terzo è che è difficile per l’on. Meloni e i suoi alleati valutare quanto grande potrà essere l'effetto elettorale negativo che la presenza di Vannacci porterebbe con sé. Pur escludendo che Forza Italia o la Lega abbiano la forza e il coraggio di rompere la coalizione, certo la perdita di voti sarebbe consistente. L’on. Meloni può sperare che gli scontenti si rifugino nell’astensione o al massimo trasmigrino verso le sponde di un eventuale terzo polo, ma non può escludere che alla fine una quota di essi possa affluire a un centro-sinistra che avrà comunque interesse, di fronte a una coalizione che comprende Vannacci, ad assumere un profilo il più rassicurante possibile per l’elettorato moderato.

È troppo presto per fare delle previsioni sulle scelte dell’on. Meloni che dovrà tener conto anche di autorevoli pareri contrari come quello espresso ieri dall’on. Crosetto. Noi pensiamo che se vi sarà la nuova legge elettorale, alla fine vi sarà anche l’alleanza con Vannacci (se quest’ultimo accetterà di stipularla). Ma pensiamo, per questo, che per la destra la situazione sarebbe più facile se non vi fosse una legge elettorale che prescrive tra l’altro l’indicazione del capo della coalizione: essere designata alla guida del governo dall’on. Vannacci potrebbe essere piuttosto sgradevole per l’on. Meloni nella sua difficile navigazione interna e internazionale.

Staremo a vedere. La morale è che il diavolo fa le pentole ...


26 luglio 2026

2 commenti


rbsto999
27 lug

L'allenza con Vannacci la Meloni l'ha gia' fatta ornai

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fedeleparadiso
27 lug

La destra se ne frega . Pur di vincere l'elezione si allea anche col diavolo. Inoltre basta fare promesse irrealizzabili tanto gli italiani abboccano. Vedi pe precedenti elezioni

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