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L’iniziativa americana

Con la visita di Joe Biden e con l'annuncio di un massiccio programma di aiuti militari che verrà varato nei prossimi giorni, gli Stati Uniti hanno concretamente manifestato la loro piena solidarietà e il loro sostegno a Israele. Nello stesso tempo, però, hanno chiesto a Israele di non farsi travolgere dall'ira e di non commettere gli errori che gli Usa stessi hanno compiuto dopo la tragedia delle Torri gemelle. Evidentemente, considerano che l'occupazione militare di Gaza avrebbe conseguenze devastanti e hanno esercitato tutto il loro potere di convincimento su Israele.

Biden aveva certo in mente di portare questo messaggio di moderazione anche ai Paesi arabi e all'Egitto che avrebbe dovuto incontrare nella giornata di ieri. Questa parte della missione è venuta meno a seguito dell'esplosione avvenuta poche ora prima nell'ospedale di Gaza, ma il senso della presenza americana nell'area non è comunque andato perso.

Ora si tratta di aspettare gli sviluppi della situazione. Bisogna vedere quali saranno le mosse di Israele e capire se i governi arabi vogliano fomentare le manifestazioni di piazza conto Israele o se cercheranno rapidamente di calmare la situazione. Vanno guardate con particolare attenzione le mosse dell'Iran, in cui è probabile vi sia una dialettica fra la fazione più moderata e quella più militante.

Rispetto ai rischi che la situazione sfugga completamente di mano, si è guadagnato un po’ di tempo, non sappiamo quanto. A questo punto potrebbe essere utile un passo dell'Europa, anche se in questi giorni le istituzioni europee hanno dato vistosi segni di sbandamento, come ha giustamente osservato l’ambasciatore Nelli Feroci in un articolo su Huffington Post. Da questo punto di vista, forse sarebbe ora meglio concentrare l'attenzione sugli aspetti umanitari e affidare alla Commissione Europea una missione in tal senso.


Giorgio La Malfa

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