Tasse e Pnrr
La critica rivolta alla decisione del governo sul bollo di circolazione di essere una mossa smaccatamente elettorale in sé non è convincente e forse è anche controproducente. Ridurre la molteplicità dei prelievi fiscali è un fatto positivo: significa andare o tornare verso un sistema ideale che dovrebbe vedere essenzialmente un’imposta progressiva sul reddito accompagnata da esenzioni o detrazioni alla base. Se si semplifica il sistema fiscale, lo si rende meno odioso ai cittadini e chi lo fa merita il plauso.
I problemi di questa decisione del governo vi sono e sono seri. Ma stanno altrove. Intanto a nessuno può essere sfuggita la faccia del ministro dell’Economia mentre la presidente del Consiglio sciorinava la sua mercanzia. Ci è sembrata la faccia di uno che tutto avrebbe fatto tranne che quello che il governo annunciava. E sarebbe utile che qualche giornalista alla prima occasione chiedesse al ministro che cosa lo rendeva così visibilmente perplesso.
Un primo problema è quella che ci sembra una complicazione inutile: se si abolisce una tassa sui veicoli fino a una certa cilindrata, perché limitare la riduzione solo al primo dei veicoli posseduti da una persona? Saranno necessarie nuove certificazioni, nuovi moduli da riempire oppure vi saranno dei passaggi fittizi di proprietà per poter godere della misura.
Il problema centrale, però, è un altro. Abbiamo letto che la misura verrà finanziata (per sostituire il gettito che andava alle regioni) con residui fondi del PNRR. Dunque, così vanno a finire i fondi che l’Europa ci ha in parte concesso in parte prestato per sostenere la trasformazione strutturale dell’economia italiana. Poi ci sorprendiamo che la spesa dei fondi PNRR non abbia in alcun modo fatto crescere l’economia italiana! E inoltre, ricordando che dovremo restituire i cento ed oltre miliardi di euro ricevuti in prestito, abbiamo ridotto le tasse ed aumentato il debito e quindi gli interessi che gli italiani pagheranno nei prossimi anni.
Tenendo conto di tutto questo, il giudizio sul governo diviene pesantemente negativo: si sprecano risorse che dovevano servire al rilancio dell’economia italiana e si fa propaganda elettorale con i soldi che gli italiani dovranno pagare in più a partire da domani. Già questo basterebbe a spiegare la faccia del ministro Giorgetti, ma probabilmente non è tutto.
17 settembre 2026



Il Governo avrebbe fatto meglio a eliminare la tassa sulla TV. Perché non ci ha pensato? .Lo chiedo non perché non ho TV da 15 anni, ma perché perso agli italiani.