Un voto per il futuro dell'Italia

Nell'articolo apparso questa mattina su Repubblica e qui di seguito riportato, ho analizzato le probabili conseguenze sul piano economico di una vittoria della destra nelle imminenti elezioni politiche. A me sembra un’analisi condotta sine ira nec studio, come si diceva un tempo. La speculazione finanziaria non potrà non puntare su una possibile crisi del debito pubblico, anche perché è evidente la fragilità della coalizione di destra, priva di solide esperienze di governo e divisa al suo interno da rivalità ineliminabili. Gli interventi della BCE nel caso di spread sono collegati a una valutazione circa l'adesione del governo del Paese in questione alle prescrizioni europee e questa è una possibile fonte di conflitti fra il governo italiano e l'Europa. Infine il PNRR e le riforme del governo Draghi che la destra ha contrastato sono un ulteriore motivo di attrito con le istituzioni europee.

Non ho parlato nell'articolo degli altri aspetti preoccupanti di una vittoria delle destre, per esempio sul terreno dei diritti civili, né delle riforme costituzionali che potrebbero mettere in cantiere.

Tutto questo mi porta alla conclusione che oggi è necessario sostenere la coalizione del PD e dei suoi alleati. È il solo modo per fermare la vittoria di una destra che potrà solo far male al Paese.

Tocco infine un’ultima questione: nei nostri ambienti si manifesta una certa simpatia per le posizioni espresse nel corso di questa campagna elettorale dal cosiddetto terzo polo. Ne capisco le ragioni, ma in un sistema con una significativa componente maggioritaria, nel quale non si può disgiungere il voto fra maggioritario e proporzionale, bisogna scegliere quale delle due coalizioni sia più vicina, o meno lontana, dalle proprie posizioni. Non c'è dubbio che la destra, questa destra, sia lontanissima dalle nostre posizioni. Questo mi induce a indicare un voto netto per il PD o per uno dei suoi partiti alleati.

La mia convinzione è che all'indomani di una vittoria della destra l'Italia potrebbe rendersi conto di avere commesso un errore. Ma allora sarebbe troppo tardi per evitarne le conseguenze. Con il voto di domenica siamo ancora in tempo per fermare questa svolta.

Giorgio La Malfa



La Repubblica - 22 settembre 2022
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