Ancora su "Una proposta ai partiti europeisti"

Ieri Il Messaggero e La Repubblica hanno pubblicato due importanti articoli, che riportiamo in calce. Nel primo Romano Prodi, riferendo delle preoccupazioni per la situazione italiana a Bruxelles e a Francoforte, conclude che è necessario un accordo fra i partiti europeisti per candidati unici nei collegi uninominali. Nel secondo Stefano Folli fa riferimento alla stessa ipotesi, rilevando inoltre che, eventualmente, tale linea dovrebbe poi confrontarsi con “i tecnicismi” della legge elettorale.


Entrambi riferiscono che si tratta di una proposta lanciata da Giorgio La Malfa. È infatti quanto si legge nell'editoriale del Commento Politico di qualche giorno fa che, non a caso, abbiamo titolato “Una proposta ai partiti europeisti”.


Il dibattito politico ormai apertamente elettorale, in pochi giorni ha già fornito numerose idee di schieramenti e tutte dovranno fare i conti con la legge elettorale vigente che non sarà modificata, nonostante il cambiamento della compagine delle Camere in seguito al referendum che ne ha ridotto il numero dei membri. Il cosiddetto Rosatellum, nella sua farraginosa complessità, comporta una scelta quanto mai oculata dei raggruppamenti di liste per le quote uninominali. Come scrive oggi Francesco Verderami sul Corriere della Sera: “È vero che la sfida con il centrodestra si giocherà sul terreno politico ma conterà soprattutto il calcolo numerico”.


Vale quindi, e trova conferma nell’annotazione di Prodi e Folli, la nostra raccomandazione: “… vi sono i collegi uninominali della Camera e del Senato nei quali la destra presenterà i suoi candidati orbaniani o lepeniani o putiniani. A fronteggiali non vi potranno e non vi dovranno essere due distinti candidati delle forze europeiste. Ve ne dovrà essere uno solo e questo candidato avrà sicuramente delle buone chance di vincere le elezioni”.


C’è da augurarsi che la riflessione dei leader del centro e del centrosinistra, da Brunetta, a Gelmini, Cangini, Di Maio e Calenda, fino naturalmente a Enrico Letta, vada avanti, nel poco tempo che rimane, in questa direzione.



Il Messaggero_24 luglio 2022
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La Repubblica_24 luglio 2022
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