Chi si avvantaggia(va) dall’emendamento bocciato?
- 7 giorni fa
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Oltre a penalizzare la rappresentanza femminile, l’emendamento che mirava a introdurre le preferenze nella legge elettorale in esame alla Camera, respinto ieri per un voto di differenza, ci sembra che avesse un effetto discriminante a favore di FdI rispetto alla Lega e a FI. Si tratta di questo. È evidente che la lotta per le preferenze aiuta la raccolta del voto, mentre le liste bloccate la scoraggiano. Ora, la soluzione contenuta nell’emendamento prevedeva che i capilista nelle varie circoscrizioni fossero bloccati, mentre gli eletti ulteriori sarebbero stati scelti mediante le preferenze. Per un partito che si prevede possa eleggere più di un deputato per circoscrizione, questo significa aggiungere il forte fattore della concorrenza fra aspiranti al seggio. Invece per un partito la cui percentuale faccia pensare che al massimo potrà essere eletto un deputato per circoscrizione non vi sarà alcuna speranza per i candidati successivi. Di conseguenza non si accenderà alcuna lotta e non vi sarà alcuna spinta alla raccolta di voti da parte dei candidati successivi al capolista.
Dunque, per FdI l’emendamento contiene un incentivo alla raccolta dei voti da parte di singoli candidati che si aggiunge alla spinta nazionale. Invece, per la Lega e per Forza Italia, accreditati di percentuali elettorali fra il 5 e il 10%, questo fattore non esisterebbe. Essendo previste 49 circoscrizioni, un partito con il 10% eleggerebbe al massimo un deputato per circoscrizione: cioè il capolista bloccato. Un partito con percentuali inferiori, eleggerebbe deputati solo in una parte delle circoscrizioni e comunque solo i capilista. Non vi sarebbe nessun incentivo per i nomi inclusi nelle liste. Praticamente nessuno di loro avrebbe la possibilità di essere eletto. Naturalmente per la Lega, che ha un insediamento concentrato in alcune regioni, potrebbero esistere delle circoscrizioni più “competitive.”
Nella sostanza l’emendamento favoriva la campagna elettorale di Fratelli d’Italia a danno degli alleati. Un danno che si aggiunge alla indicazione obbligata del candidato (o della candidata) alla Presidenza del Consiglio.
Forse per Lega e Forza Italia quel che troppo è troppo …
15 luglio 2026



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