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L'Alleanza per la Costituzione

  • 10 minuti fa
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“Alleanza per la Costituzione” ci sembra una formula eccellente per designare la coalizione dei partiti e delle forze di centro-sinistra in vista delle prossime elezioni. Va dato merito a Giuseppe Conte di avere individuato nel rispetto e nella difesa della Costituzione uno dei connotati più significativi comune a tutti partiti e i movimenti che costituiscono un'alternativa alle forze di destra che si raccolgono intorno all'on. Meloni.

È da tempo evidente che la Presidenza della Repubblica è l'obiettivo principale che la destra si propone in un eventuale secondo mandato. Nei giorni scorsi la premier ha "ufficializzato" questa posizione sostenendo che è ormai tempo che al Quirinale vada una personalità della destra. Che un partito possa aspirare ad avere un proprio esponente al Quirinale è in sé comprensibile. Quello che rende preoccupante questa prospettiva è il possibile uso che della Presidenza della Repubblica potrebbe fare la destra. 

Officina Repubblicana, fin dal suo esordio nello scorso mese di gennaio, ha manifestato la propria preoccupazione per ciò che potrebbe avvenire qualora il partito dell'on. Meloni conquistasse il Quirinale: lo stravolgimento di fatto della Costituzione vigente. Una forse incauta dichiarazione riportata fra virgolette dal Corriere della Sera di stamani e attribuita agli "ambienti" di Fratelli d’Italia conferma queste nostre preoccupazioni. Dice questa voce che l'ascesa dell'on. Meloni al Colle sarebbe la premessa per quella riforma in senso presidenziale della Costituzione che è da sempre nei programmi della destra. 

Il punto è che non crediamo che la destra cercherebbe di introdurre il presidenzialismo per via legislativa. Essa sa che una riforma costituzionale di questa portata, sottoposta al vaglio di un referendum, avrebbe buone probabilità di essere respinta, come è avvenuto di recente anche per la riforma Nordio della giustizia. Ancora più forte sarebbe la reazione popolare a una maggioranza o a un governo che volessero stravolgere per via legislativa la Costituzione. 

È probabile quindi che assisteremmo al tentativo di introdurre il presidenzialismo in via di fatto attraverso una forzatura della Costituzione vigente. Abbiamo spiegato negli interventi di Officina Repubblicana che la torsione avverrebbe rivendicando al nuovo Presidente della Repubblica i poteri di rappresentanza internazionale dell'Italia oggi attribuiti al presidente del Consiglio in quanto capo dell'esecutivo. Una rivendicazione di questo genere potrebbe essere contestata dal governo mediante un conflitto di attribuzione di fronte alla Corte Costituzionale, ma se il governo (di destra) fosse acquiescente e non sollevasse il conflitto di attribuzione (e certamente si guarderebbe bene dal farlo) la trasformazione della Costituzione in senso presidenziale avverrebbe senza alcuna modifica formale della Costituzione. 

Ci sembra un pericolo reale per evitare il quale, giustamente, nasce oggi l'Alleanza per la Costituzione.


1 luglio 2026

 

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