Il giudizio di Officina Repubblicana sul caso Trump-Meloni
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Gli incontri bilaterali fra i leader non fanno parte dell’agenda di riunioni come il G7: sono organizzati a parte, in genere su richiesta – spesso su insistente richiesta, dato che le richieste sono molte e i tempi limitati - da uno dei due Paesi. Generalmente è il più piccolo che chiede al più grande. È stato così nel caso dell’incontro Trump - Meloni di Evian? O è stato Trump a chiedere di incontrare la Meloni? Su questo punto fattuale il governo dovrebbe fare chiarezza. Anche perché una richiesta insistente può anche apparire come un’implorazione.
In secondo luogo, perché Trump ha deciso di tornare in termini così brutali su questo incontro? Lo ha fatto, come scrive stamane un commentatore su uno dei maggiori giornali, perché frustrato per l’accoglienza generalmente fredda che ha avuto l’accordo fra gli Stati Uniti e l’Iran? Ma se è così, perché prendersela con la Meloni che su questo punto non risulta avesse espresso pubblicamente questo giudizio? Non potrebbe invece essere che il Presidente degli Stati Uniti sia stato fortemente irritato dalla circostanza che, già nei giorni precedenti al summit, alcuni giornali della destra in Italia titolavano che fra i due era di nuovo scoppiato l’amore, e poi dall’evidente intenzione di Palazzo Chigi di confermare la ritrovata intesa diffondendo l’immagine del loro colloquio sul divano? Il contrasto c’era stato a proposito della guerra all’Iran e pretendere che tutto fosse stato risolto implicava che Trump avesse rinunciato alle proprie doglianze. Forse il fastidio può essere stato causato dall’eccessivo desiderio della Meloni di pubblicizzare un esito che invece non c’era.
E infine, anche se le cose non stessero così, come invece è probabile che stiano, è saggio per la presidente del Consiglio dire che il Presidente degli Stati Uniti è un bugiardo? È appropriato che la seconda carica dello Stato affermi che è pazzo? Non valeva la pena per il ministro degli Esteri riflettere un giorno, prima di annunciare la cancellazione di un viaggio negli Stati Uniti? Sono sicuri lor signori che questo sia difendere l’interesse e la dignità nazionale?
A proposito di dignità nazionale, si può ricordare che Alcide De Gasperi implorò l’aiuto degli Stati Uniti, come si vede nella famosa fotografia che lo ritrae con un assegno americano in mano. Forse è perché De Gasperi, essendo uomo di Stato, sapeva distinguere fra gli interessi del suo Paese e le miserabili sorti di un governo alla deriva.
20 giugno 2026



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