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Due note sui risultati delle elezioni francesi

Il Commento Politico ha sostenuto più volte nei giorni scorsi che Macron aveva preso una decisione giusta sciogliendo l'Assemblea Nazionale all'indomani del voto europeo e promuovendo, dopo il primo turno, le desistenze fra i candidati del fronte anti Le Pen. Eravamo certi che il Rassemblement National si sarebbe fermato ben al di sotto della maggioranza assoluta. Non pensavamo che sarebbe finito alle spalle non solo del cartello delle sinistre, ma anche del raggruppamento che fa capo a Macron. Questi è il vero vincitore politico di questa fase. Ha dimostrato che quando le forze di centro hanno coraggio e iniziativa sono determinanti. 

Vediamo che i commentatori - gli stessi che criticavano Macron - ora dicono che la Francia va verso l'ingovernabilità. A noi sembra che la composizione della Assemblea Nazionale offra invece la possibilità di una maggioranza che va dai gollisti che hanno respinto l'alleanza con Marine Le Pen fino ai socialisti di Glucksmann e forse ai verdi.  

Nelle elezioni francesi c'è un insegnamento per l’Italia. Due anni fa il Paese è stato consegnato alla destra proprio dagli errori degli esponenti centristi e sarà sottratto alla destra solo se emergerà una leadership delle forze centriste che sappia fare due cose: darsi un forte profilo programmatico; collocare le forze centriste così rinnovate e rafforzate nello schieramento di centrosinistra. 

 

Ci siamo chiesti quali possano essere le valutazioni dell'on. Meloni relativamente all'esito delle elezioni francesi e in particolare alla sonora batosta ricevuta dal Rassemblement National. L'impressione è che a questo proposito possano convivere due posizioni molto diverse fra loro. Da un lato non crediamo che la sconfitta della signora Le Pen possa dispiacere più di tanto alla presidente del Consiglio. In primo luogo, perché l’insuccesso della leader francese ridimensiona l'attivismo di  Matteo Salvini verso il quale Palazzo Chigi fa fatica a nascondere l'irritazione. In secondo luogo perché  la figura della signora Le Pen è particolarmente ingombrante ed è (o era) destinata ad oscurare almeno in parte il ruolo di Giorgia Meloni come personalità di spicco della destra europea. Uno smacco come quello subito da Le Pen fa risaltare, per confronto, il successo che ha avuto l'on. Meloni nel prendere il controllo di un grande Paese europeo come l'Italia. Non vedremo quindi bandiere listate a lutto né a palazzo Chigi, né in via della Scrofa per il passo indietro del Rassemblement National.

Da un altro punto di vista, invece, la disfatta di Le Pen indebolisce la posizione europea dell'on. Meloni. Perché, contrariamente a ciò che scrive qualche commentatore, la nuova situazione non rende affatto più agevole la posizione della premier italiana in sede europea. Il peso e lo spazio politico di Giorgia Meloni a Bruxelles sarebbe certamente aumentato di fronte a una grande avanzata della destra francese, perché ella avrebbe potuto rappresentare il volto più moderato della destra europea. Rafforzandosi la presenza della Le Pen, vi sarebbe certo stato qualcuno che avrebbe guardato a Meloni come alla rappresentante di una destra più ragionevole da coltivare e da blandire. Ma se la minaccia francese si ridimensiona, come si è ridimensionata con la sconfitta bruciante della Le Pen, la presidente del Consiglio italiana perde di valore agli occhi dei suoi possibili interlocutori. Potrebbe certo avvicinarsi ai popolari europei, come le consiglia questa mattina qualche osservatore, ma il suo avvicinamento sarebbe una prova di debolezza, non di moderazione. La nostra impressione è che avrà una certa difficoltà a farlo, anche perché ci saranno meno sollecitazioni nei suoi confronti da parte degli ambienti moderati del PPE.

 

GLM


8 luglio 2024

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1 Comment


Enrico Martelloni
Enrico Martelloni
Jul 08

Macron è stato lestissimo a indire nuove elezioni. Degno della tattica di Napoleone. Davanti ad una ambigua Le Pen amica nonostante tutto di Putin, i francesi hanno risposto a dovere.

L'On. Meloni, non è la Le Pen, ma nemmeno l' On Meloni è l'On. Schlein che non ha chiare posizioni pro Ucraina. E sull'Ucraina si giocano i destini d'Europa. La differenza tra centro sinistra francese e quello italiano è tutta qui.

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