• Il Commento Politico

Due vicende sintomatiche

Il Presidente del Consiglio, parlando a Trento al Festival dell'economia, ha annunziato l'intenzione di rimettere le mani nel provvedimento sul reddito di cittadinanza. Naturalmente non ha specificato come, anche perché è molto difficile raddrizzare un provvedimento sbagliato fin dall’inizio.  A questo proposito suggeriamo la lettura di un articolo-inchiesta sul Corriere della Sera di Goffredo Buccini e Federico Fubini. Dall’articolo emerge che la legge-simbolo dei 5 stelle approvata durante il periodo dell’alleanza con la Lega comporta due effetti negativi.

Il primo è l’incentivazione dell’offerta di lavoro in nero, perché i percettori del reddito di cittadinanza preferiscono un lavoro che offre la possibilità di un reddito aggiuntivo senza rinunziare al sussidio e naturalmente questo risponde anche all’interesse di molti datori di lavoro. Il che incentiva anche una serie di imbrogli fiscali per poter disporre del contante necessario, mentre il Governo dichiara per ogni dove di voler disincentivare l’uso del contante. La seconda conseguenza è che in molte zone del Paese, il reddito di cittadinanza fa sì che l’offerta di lavoro regolare si contrae, cosicché lo Stato affronta una spesa che potrebbe invece essere fronteggiata dagli imprenditori privati, mentre questi ultimi hanno difficoltà a trovare lavoratori disposti a un impiego regolare. Come si possa rimettere le mani in questo pasticcio è difficile dire, anche perché il Governo dovrà continuare a fare i conti con un movimento 5 Stelle in piena crisi di identità, terrorizzato dal proprio futuro e dunque incline soprattutto alla demagogia.  

La seconda vicenda è quella di Atlantia che il governo aveva dichiarato chiusa e risolta varie settimane fa e che invece risulta totalmente aperta. A noi era parso subito che la pretesa soluzione che Autostrade passasse alla Cassa Depositi e Prestiti contenesse un equivoco di fondo e cioè che in quell’accordo non era specificato il valore che sarebbe stato attribuito alla quota di Atlantia. La verità è che la posizione dei 5 stelle era per la revoca della concessione a qualunque costo, mentre quella del Presidente del Consiglio era che la revoca rischiava di comportare un costo insopportabile per lo Stato. Ma non potendo risolvere la questione in seno al Governo si era cercato il compromesso di ”accompagnare” Atlantia fuori da Autostrade per l’Italia. Che il problema fosse la cifra era evidente. Ora il Governo torna a minacciare la revoca, ma avendovi rinunziato un mese fa, ha maggiori difficoltà a percorrere questa strada. Anche qui, come si vede, i nodi aggrovigliati vanno sciolti e non solo rimandati.

Diciamo tutto questo non per polemica, ma perché temiamo che faranno la stessa fine le promesse di serietà sui progetti del Recovery Fund. “Ci giudicherete dall’uso di quei fondi” – ha detto il Presidente del Consiglio. Ma nel frattempo le procedure per la redazione e per la realizzazione del piano sono totalmente fumose. Se il Governo avesse le idee chiare, avrebbe avuto convenienza a presentare il proprio disegno. Invece temiamo che anche qui si proceda alla giornata, sperando che in qualche modo si riesca a comporre le varie richieste in un mosaico accettabile. Noi abbiamo scritto molte volte che senza procedure chiare la rissa sui fondi diventerà ingovernabile. Per ora la rissa non c’è stata, ma quando scoppierà il Governo non saprà come affrontarla. 

PS: Circa lo "scandalo" dell'aumento di stipendio del Presidente dell'INPS, il Commento Politico non ritiene che, per un d'incarico di questa delicatezza, 150.000 euro l'anno  siano troppi. Il dubbio è se l'attuale  titolare sia la  persona giusta per ricoprirlo.

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