Governo Draghi e nuovi equilibri politici. 1) Forza Italia

All’indomani del conferimento dell’incarico a Mario Draghi di formare un nuovo governo, Il Commento Politico è stato tra i primi a prevedere un rimescolamento nel panorama politico. Nel nostro editoriale del 4 febbraio, Si è aperta una nuova fase, dicevamo che il governo Draghi avrebbe potuto rappresentare la rottura dei preesistenti equilibri, in sé già precari, e che tutti i partiti sarebbero stati costretti ad avviare una profonda riflessione sia sulla loro identità, sia sulle loro collocazioni ed alleanze, pena la perdita della loro funzione di principali protagonisti nella determinazione della politica nazionale.

Mentre questo processo di ripensamento e riposizionamento è ampiamente iniziato nei Cinquestelle e nel Pd, altrettanto non può dirsi della coalizione di centrodestra.

Silvio Berlusconi sembra aver trovato negli ultimi mesi l’estro dei tempi migliori, costringendo di fatto Salvini a seguirlo nel sostegno al governo Draghi. Forza Italia ha ritrovato una centralità politica che non aveva da lungo tempo e i sondaggi dimostrano che l’elettorato di centrodestra ha accolto favorevolmente questa impostazione.

Ma nel nostro editoriale del 5 marzo, Conseguenze politiche del governo Draghi, ci chiedevamo - e chiedevamo - se Berlusconi avrebbe o meno riportato il suo partito nel centrodestra, probabilmente barattando qualche posto in Parlamento e nel governo in cambio di una passiva accettazione del secondario ruolo politico di appendice europea di una coalizione dominata per il 40 per cento da Lega e Fratelli d’Italia.

Si tratta di un nodo intricato e difficile da sciogliere, soprattutto perché in autunno è prevista un’importantissima tornata di elezioni amministrative che interesseranno tutte le principali città italiane e che verosimilmente vedranno in campo schieramenti non dissimili dal passato

Ciononostante resta un nodo cruciale. Il governo del Paese è cosa ben diversa dall’amministrazione delle città, per quanto esse, a partire da Roma e Milano, siano palcoscenici importanti.

Per ciò che attiene il futuro, Forza Italia sembra ancora tra Scilla e Cariddi. Scrive oggi Massimo Franco sul Corriere della Sera che il blocco all’esportazione dei vaccini può rappresentare il primo passo di un sovranismo europeo come antidoto ai populismi. È in grado Forza Italia di continuare a rappresentare in prima persona uno dei caposaldi di quella maggioranza von der Leyen che pure ha contribuito a far nascere a Bruxelles e per certi aspetti anche in Italia, senza nascondersi transitoriamente dietro a Mario Draghi?

Al centro dello schieramento politico comincia a notarsi un certo movimento. Carlo Cottarelli ha dichiarato che presiederà un Comitato di forze per così dire liberaldemocratiche costituito da Azione, Più Europa, Partito Repubblicano ed altri. Non ha parlato né di Renzi, né di Forza Italia.

Per ora dobbiamo registrare un‘intervista di oggi al Corriere della Sera del coordinatore azzurro Antonio Tajani che ribadisce la tradizionale posizione del partito: “Noi siamo il centro, all’interno della coalizione di centrodestra. Siamo il centro trainante di chi si candida a governare, dopo la parentesi di questo governo. E non c’è bisogno di nessun nuovo agglomerato, non servono centrini. Ci siamo noi”.

Non la pensa allo stesso modo il capodelegazione della Cdu al Parlamento europeo Andreas Schwab, che in un’intervista al Foglio di ieri ha detto senza mezzi termini che l’Italia potrà contare sulla Germania anche dopo l’uscita di scena della Cancelliera Merkel. Ha posto, però, una condizione non di poco conto e cioè che l’ingresso della Lega nei Popolari europei è un argomento off limits.

All’Italia non basterà che l’autorevolezza di Mario Draghi consenta all’Europa di staccare dopo l’estate il primo assegno del Recovery. È indispensabile che si crei intorno a noi un clima di fiducia più duraturo. In Europa, ma non solo. È difficile pensare che negli archivi dell’amministrazione Biden siano scomparse le foto di Salvini col cappello di Trump.

Con quali compagni di strada Berlusconi pensa di contribuire alla formazione di un clima siffatto? Roma, Milano e Napoli sono importanti. Bruxelles e Washington lo sono di più.


Post recenti

Mostra tutti

Italia

©2020 by Il Commento Politico. Proudly created with Wix.com