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Il messaggio di Mattarella

Settantaquattro anni fa – ha detto ieri il Presidente della Repubblica -“forze politiche che erano distanti e contrapposte, trovarono il modo di collaborare nella stesura della nostra Costituzione.” “Quello spirito costituente – ha spiegato - rappresentò il principale motore della rinascita”, perché, “seppe unire gli italiani al di là delle appartenenze, nella convinzione che soltanto insieme si sarebbe potuta affrontare la condizione di estrema difficoltà nella quale il Paese era precipitato.”

Condividiamo pienamente l’auspicio che qualcosa di quello spirito del 1946 possa illuminare l’azione delle forze politiche oggi chiamate ad affrontare la difficilissima prova davanti alla quale si trova l’Italia. Certo la situazione attuale rende più difficile che si possa riprodurre qualcosa di quello spirito costituente. La Costituzione aveva alle sue spalle l’unità nella lotta contro il fascismo e la resistenza contro i tedeschi, per cui anche aldilà delle divisioni politiche che si manifestarono nel mondo quasi all’indomani della fine della guerra, il senso di una lotta comune rimase. La Costituzione fu il frutto di quella unità, anche se l’evoluzione politica aveva diviso le forze che insieme avevano fatto la Resistenza. “Dovunque è morto un partigiano – disse Piero Calamandrei in uno dei suoi discorsi più belli – lì è nata la Costituzione.”

E tuttavia noi speriamo che l'appello del Presidente faccia crescere, pur in assenza di questo fondo comune, nelle forze che attualmente rappresentano larga parte dell'opposizione la consapevolezza che, di fronte a una crisi come quella provocata dal coronavirus, l'azione politica non possa risolversi nella ricerca di un successo elettorale costruito sull’esasperazione del malessere sociale.

Un eventuale successo costruito su queste basi si riverberebbe negativamente anche sulla possibilità di governare di queste forze. Perché una volta emerso il malessere, e una volta incoraggiato il ribellismo contro le istituzioni, questo continuerebbe a manifestarsi anche di fronte a un Governo diverso. È difficile che la rabbia contro le istituzioni, una volta destata, si acqueti.

Su questi temi una discussione si è ormai aperta in seno alla Lega. Il partito della on. Meloni, in una prima fase della crisi, è sembrato attento a mostrare un volto più dialogante, ma ora sembra tentato di cavalcare la protesta. Sarà dunque necessario guardare con attenzione l'evoluzione dell'azione politica di queste forze.

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