Il messaggio di Mattarella

Con la consueta acutezza, Lina Palmerini nota sul Sole 24 Ore di oggi che il centro politico del messaggio del Presidente della Repubblica è l’affermazione che, nonostante il semestre bianco, la sua non sarà quest’anno una presidenza dimezzata. Altri osservatori hanno notato che mentre il discorso di Mattarella ha sottolineato l’importanza della stabilità e quindi la preoccupazione per i rischi insiti in una crisi di governo, il Presidente non ha espresso alcun giudizio sul governo in quanto tale.

Al Commento Politico il discorso del Presidente della Repubblica è parso contenere un messaggio molto preciso. L’Italia non può permettersi una perdurante fragilità di governo, né può, se può evitarlo, affrontare il vuoto di mesi e mesi connesso a uno scioglimento delle Camere. Ma i problemi ci sono - Recovery, terza fase della pandemia, piano delle vaccinazioni - ed è bene che vengano affrontati tempestivamente.

Nei mesi scorsi abbiamo sostenuto che il grande problema politico del 2020 era se la maggioranza formatasi all’indomani della decisione di Salvini di far saltare il governo gialloverde potesse o no assumere le caratteristiche di una maggioranza politica; se fosse, cioè, qualcosa di più di un governo di necessità, come quello prospettatosi dopo l’esito delle elezioni del 2018. Aggiungevamo che l’emergenza della pandemia avrebbe potuto per un certo tempo coprire l’assenza di una risposta a questo quesito, ma che alla fine, senza una maggioranza politica, anche la risposta all’emergenza sarebbe stata debole e spesso sbagliata.

Abbiamo salutato la conclusione degli Stati generali dei 5 Stelle come la conferma di un cambiamento di fondo di quel movimento, ormai sostanzialmente disponibile a formare delle alleanze politiche. Ma abbiamo osservato che questa evoluzione dei 5 Stelle imponeva al presidente del Consiglio di ridefinire la propria posizione. Conte non poteva più concentrarsi nello sforzo di essere l’ago della bilancia e il punto di equilibrio fra forze costrette ad una alleanza non politica. La permanenza di Conte coincideva, secondo noi, con una nuova missione per l’esecutivo: era questo il colpo d’ala che il PD chiedeva al presidente del Consiglio e pensavamo che dovesse partire dal Recovery Fund. Questo colpo d’ala non c’è stato. La conferenza stampa di fine anno del premier è stata assolutamente difensiva, priva di qualsiasi slancio in avanti, mentre è evidente che, al di là delle polemiche più aspre mosse dal senatore Renzi, l’azione del governo lascia perplessi, se non freddi, anche i due principali partner dell’alleanza.

Il colpo d’ala poteva essere costituito da una concezione moderna e incisiva del Recovery Plan. Invece il piano italiano si sta rivelando come il vero punto di debolezza del governo. Emerge con chiarezza l’inadeguatezza del lavoro svolto fin qui: lo testimoniano non solo le critiche di Italia Viva, ma anche i corposi rilievi presentati al ministro Gualtieri dal PD.

Dunque in realtà un chiarimento politico è ormai inevitabile ed è bene che esso avvenga ora che il Presidente della Repubblica è in possesso di tutte le sue prerogative. Se qualcuno pensasse che si possa congelare il chiarimento politico e prolungare la paralisi per sei mesi, per poi giungere ad agosto a un chiarimento sapendo che dal tavolo è escluso il ricorso alle urne, farebbe un danno al Paese.

Il potere di scioglimento delle Camere non è un’arma nelle mani del Presidente della Repubblica per comporre un governo purchessia. È l’esito politico e costituzionale della constatata assenza di una maggioranza politica. Se dovesse insorgere una crisi ad agosto, essa insorgerebbe perché non c’è un idem sentire nel Parlamento a sostegno di un governo. L’impossibilità di sciogliere le Camere non darebbe vita a un idem sentire. Obbligherebbe soltanto il Parlamento a sostenere un qualche governo privo di una base politica. Cioè un governo strutturalmente inadeguato rispetto ai problemi del Paese.

Insomma, noi abbiamo interpretato il discorso del Presidente della Repubblica nel senso di un richiamo alle forze politiche che il tempo del chiarimento è ora e qui. O il presidente del Consiglio riesce a mantenere la fiducia di tutti suoi alleati, magari rivedendo la compagine di governo. O dall'attuale maggioranza emerge la volontà di proseguire in questa alleanza, anche prevedendo la nascita di un governo diverso. O si forma in Parlamento una maggioranza diversa dall'attuale, ma pur sempre espressione di un accordo politico. Oppure la via maestra in una democrazia parlamentare è il voto.

È indispensabile che il Presidente della Repubblica riceva risposte rapide e chiare.

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