Boris Johnson tra la variante Delta e quella Etoniana


Lettera da Londra


Back to square one. Ci risiamo: si sperava di voltare pagina per sempre, ma la variante Delta sta attaccando progressivamente il Regno Unito, con 22-23 mila contagi al giorno questa settimana e previsioni di aumento. È però curioso osservare che le dimissioni dello sposatissimo Ministro della Salute Matt Hancock, pochi giorni fa, sono state giustificate non dall’imbarazzante caso del suo rapporto extra-coniugale con una sua assistente/consigliera, ma dal fatto che il bacio incriminato (video-registrato e dato ai media da qualche solerte spione politico) - e consumato nel suo ufficio ministeriale - implichi una sua negligenza nel seguire le norme anti Covid da lui stesso promulgate. È come se si chiedessero le dimissioni del Ministro Speranza perché qualcuno lo ha visto senza mascherina in ufficio, a prescindere dell’efficacia delle sue politiche sanitarie.

Potenza della variante Etoniana della tradizionale ambiguità britannica. Giacché gli affari privati di ognuno sono, per l’appunto, privati - e quindi intoccabili secondo l’alta società inglese - si è fatto cadere l’incauto Ministro per un “vizio di forma”. Ma questo è solo folklore, da osservare con la giusta dose di ironia. Dietro, probabilmente, c’è la manina vendicativa di Dominic Cummings, ex consigliere e Rasputin di Johnson, licenziato per il suo carattere abrasivo e i cattivi rapporti con molti ministri, tra cui Hancock. Un esempio non proprio edificante della natura del governo di Boris Johnson e della cultura politica dei suoi sodali Etoniani.

Quel che non è folklore, tuttavia, è la nuova progressione dei contagi nel Regno Unito a seguito della variante Delta, che costituisce ora il 99% dei nuovi casi. La situazione mette a rischio le vacanze all’estero di molti inglesi (e non inglesi ma residenti nel Regno Unito) e la ritrovata quasi-normalità.

Detto questo, il pericolo non va comunque sovrastimato: se il virus originario aveva un tasso di contagio medio del 8.3%, la variante Delta porta questa cifra al 13.5%, soglia non proprio catastrofica. Ed il nuovo Ministro della Salute Sajid Javid (un anglo-pakistano dell’ala conservatrice del partito di Johnson) sostiene che non vi è nessuna ragione al mondo per impedire che il popolo britannico riacquisti piena mobilità e libertà a partire dal 19 luglio. Molto ideologico, ma l’essenza della Britishness è questa.

Nel breve, la risposta operativa a Londra stavolta sembra adeguata. Sono stati aperti centinaia di centri di vaccinazione (drop-in sites) per somministrare vaccini anche senza prenotazione – e anche ai giovani sopra i 18 anni. La parola d’ordine è diventata: No more complacency. Finita è la sottovalutazione che nel 2020 causò decine di migliaia di morti in più. Da notare che tra prima e seconda dose qui si richiedono almeno 8 settimane per i 40enni e almeno 12 settimane per i minori di 40 anni. Questo sulla base di una presunta maggiore efficacia del vaccino (ancora da dimostrare pienamente) distanziando molto le due dosi. Anche la politica ha scelto di dare una copertura minima a più persone, piuttosto che una copertura massima a meno persone. Quarantaquattro milioni di persone (84%della popolazione adulta) hanno avuto almeno una dose e 32 milioni hanno ricevuto le due dosi. Il governo spera di rendere il 65% della popolazione adulta (oltre 35milioni) pienamente vaccinato entro il 19 luglio – data prevista per il “liberi tutti”. Certamente ancora bassa come percentuale per “l’immunità di gregge”, ma ritenuta una soglia importante per una ripresa di tutte le attività tradizionali.

Tuttavia la diffusione della variante Delta è ormai provata in 92 paesi del mondo e altre varianti sono prevedibili nel Regno Unito come altrove. Senza una massiccia risposta globale non ci potrà essere vittoria definitiva. È una lotta contro il tempo tra tre fattori: lo sviluppo di nuove varianti, la copertura vaccinale in tutti i paesi “aperti agli scambi” e gli avanzamenti - con condivisione immediata - della ricerca mondiale di nuovi vaccini in risposta alle varianti.


Samuel Pepys Jr

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