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Separare la sessione di bilancio dal Piano italiano per il Next Generation Eu

Nel nostro editoriale del 29 novembre notavamo che una complicata e spinosa questione era apparsa all’orizzonte del governo: quella di chi avrà titolo e parola, e come, nella spartizione dei 209 miliardi del Next Generation Eu.

Scrivevamo due giorni fa: “Il confronto e i contrasti politici tra il governo e i partiti di maggioranza, tra i partiti di maggioranza e all’interno di ciascuno di essi, sta progressivamente crescendo… Il presidente del Consiglio ha cercato di giocare d’anticipo ipotizzando la creazione di due cabine di regia politiche, una a Palazzo Chigi ed una al Ciae, che dovrebbero essere supportate da un panel di sei super manager, uno per ciascuna dei sei grandi capitoli del piano italiano. Questa ipotesi dovrebbe trasformarsi in un emendamento alla legge di bilancio”.

Se la reazione immediata dei partiti di maggioranza alla proposta di Conte ci era sembrata a dir poco interlocutoria, col passare del tempo gli interventi sul tema di autorevoli esponenti delle forze politiche hanno manifestato un sempre maggior distacco da quell’ipotesi.

A ciò si è aggiunta la freddissima accoglienza che la doppia cabina di regia supportata da sei super manager ed assistita da circa trecento esperti ha raccolto presso quasi tutti i media.

Noi riteniamo che le risorse che l’Europa ha deciso di mettere a disposizione dell’Italia costituiscano l’ultima ancora di salvezza per un Paese che non riesce più a trovare la via per riprendere lo sviluppo.

Nello stesso tempo confidiamo che il mondo politico italiano abbia consapevolezza del fatto che i nostri comportamenti e le nostre decisioni saranno esaminati al microscopio non solo a Bruxelles ma anche da tutti gli Stati membri dell’Unione, i quali saranno chiamati a ratificare l’accordo europeo.

Perché allora, dopo tanti mesi di silenzio su questioni così delicate, si vuole decidere in fretta e furia, forse addirittura dopo una o più notti di lunghi coltelli?

Il nostro accorato suggerimento è che si tenga separata la manovra di ristoro contenuta nella legge di bilancio dalle modifiche normative necessarie per dare al Piano Italiano le strutture e le procedure più idonee e meditate.

Si concluda la discussione sul bilancio senza scossoni e si fissi fin da ora per i primi di gennaio una speciale sessione parlamentare sul Next Generation Eu da cui scaturiscano decisioni politicamente chiare ed operativamente all’altezza dei problemi.

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