• Il Commento Politico

Memorabilia ed Elezioni Usa

Aggiornato il: ott 11

Oggi il Commento Politico presenta un aggiornamento in ambedue le nostre sezioni "speciali". Il nuovo Memorabilia, curato da Maurizio Troiani, è dedicato a Michele Spera e alla sua opera grafica. Michele Spera cominciò a collaborare con il Partito Repubblicano a metà degli anni Sessanta in coincidenza con l’avvento di Ugo La Malfa alla segreteria del Partito. La grafica di Michele Spera segnò in maniera indelebile quella nuova fase, non soltanto rinnovando e innovando completamente la comunicazione del Partito Repubblicano, ma imponendo anche agli altri partiti politici una riconsiderazione della grafica. Le sue linee geometriche nette segnalavano la razionalità dei discorsi dei Repubblicani. Il sereno No dalla coscienza laica del Paese segnò la posizione non solo dei repubblicani nel cruciale referendum sul divorzio del 1974. Spera utilizzò anche l’immagine di Ugo La Malfa e la sua firma come garanzia di una qualità della linea politica. L’innovazione, come racconta lo stesso Spera nella bellissima intervista a Maurizio Troiani che accompagna i Memorabilia di oggi e una scelta dei suoi manifesti più belli e significativi, suscitò anche delle reazioni negative negli ambienti più tradizionalisti del Partito Repubblicano sorpresi da questa personalizzazione, ma nel giro di pochi anni venne adottata da tutti i partiti: basta pensare all’uso che il PCI fece dell’immagine di Enrico Berlinguer  il Psi di quella di Bettino Craxi. E tuttavia la forza del messaggio grafico di Spera fu sempre nel fatto che non si trattava di una comunicazione pubblicitaria, cioè di un messaggio forte ma slegato dalla sostanza delle posizioni politiche del partito, bensì di un messaggio che, a livello di comunicazione grafica, coincideva esattamente con il contenuto del messaggio politico del Partito repubblicano e di Ugo La Malfa. Il Commento Politico è felice che, grazie al testo di Maurizio Troiani e alla sua conversazione con Michele Spera, venga oggi riportata all’attenzione la vera e propria  rivoluzione nella comunicazione politica che venne portata da Michele Spera. Il secondo testo riguarda le elezioni americane. La scorsa settimana non abbiamo prodotto la nostra nota settimanale perché erano ancora incerti gli effetti del primo dibattito presidenziale e dell’”incidente” sanitario di Trump. Oggi a distanza di qualche giorno da quelle due vicende ed anche all’indomani del dibattito fra Kamala Harris e il vice Presidente degli Stati Uniti, i sondaggi e le analisi danno un quadro piuttosto chiaro sia per le elezioni presidenziali, sia per l’altrettanto importante, e per certi aspetti, cruciale sfida, nel caso di una vittoria sia di Biden che di Trump, per il controllo del Senato. Per quanto riguarda le elezioni presidenziali, il vantaggio di Biden sembra confermato e per certi aspetti consolidato. In sostanza Biden sembra avere circa 10 punti percentuali di vantaggio stabile su Trump. Ma ancora più significativo ci sembra un grafico, che i lettori troveranno nel nostro rapporto di oggi, che pone a confronto i sondaggi che riguardavano Hillary Clinton in questo stesso periodo della campagna elettorale di 4 anni fa con quelli di Biden: si noterà la assoluta stabilità del vantaggio di Biden rispetto alle oscillazioni nel giudizio sulla Clinton. Si ha l’impressione che l’elettorato americano abbia ormai maturato un orientamento stabile e consolidato che ben difficilmente Trump potrà, a meno di qualcosa di veramente eccezionale, modificare. Altrettanto interessante è il quadro delle elezioni senatoriali. Generalmente si è ritenuto finora che per i democratici fosse difficile ottenere una maggioranza del Senato e che il risultato più favorevole potesse essere l’ottenimento di 50 senatori, il che, unito a eventuale vittoria di Biden, avrebbe dato ai democratici il “casting vote”, cioè il voto decisivo al vicepresidente. Invece un'interessante analisi dei sondaggi più recenti indica che attualmente i democratici sembrano avere delle buone possibilità di ottenere fin dalle elezioni una maggioranza dei seggi senatoriali. Anche questo è mostrato nel nostro Rapporto settimanale.

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